In questi giorni tutti ne parlano: il successo di Pokemon Go è andato oltre i fans e giocatori ed è entrato nelle giornate di tutti noi. Questo perché alla base ha un forza contenutistica talmente elevata da risultare straordinaria. Una lezione di content marketing e local marketing.

Sì, perché di comunicazione vera e propria Nintendo ne ha fatta davvero poca prima del lancio: qualche tweet, qualche articolo e poco altro. Questo perché sapeva di poter contare su un prodotto che di contenuto ne ha, gusti a parte, davvero molto.
Pokemon Go è sicuramente un ottimo esempio di come quando un’azienda si focalizza sui contenuti con impegno, risorse ed energie, il risultato può essere davvero devastante e sicuramente premiante rispetto all’effort speso per creare il contenuto stesso (Pokémon GO genera da solo in un giorno il 47% dei ricavi dei giochi mobile, portando Nintendo ad un +116.7% di crescita in borsa in una settimana).
Certo, sì è partiti da un prodotto già conosciuto riadattandolo in modo che sia attuale e soprattutto adatto al mercato moderno, una scelta che ha escluso la creazione di una nuova serie per il gioco di realtà aumentata che avrebbe portato con sé sicuramente un forte risparmio di tempo, energie e passaggi promozionali.
Questo ha inoltre creato un indotto davvero straordinario, trainato da un’incredibile generazione di domanda relativa al Pokemon che ha rilanciato anche il merchandise ed attività correlate (licensing, etc).
Per non parlare della realtà aumentata, ora sdoganata per gli utenti, cosa che potrebbe facilitarne l’uso anche in altri progetti di local marketing di altri brand o marchi.
Quali spunti dà Pokemon Go in ottica di local marketing?
Pokemon Go potrebbe essere da spunto come ottimo strumento di local marketing attraverso attività collegate al gioco:
diventando temporaneamente un Pokéstop: con 0,99 centesimi si può acquistare 100 Pokémonete, avendo la possibilità per 30 minuti di attirare i giocatori, e quindi potenziali clienti, attraverso quindi una strategia di marketing push and pull (negli Usa esistono già le McDonald’s Gym), che sfrutta la vicinanza tra il ristorante ed uno dei centri di allenamento.
– sfruttando la potenza del gioco proponendo il proprio negozio come luogo di incontro tra utenti per scambio di informazioni, etc
– offrendo promozioni dedicate
rinominando alcuni prodotti (bevande, piatti, etc.) inserendo la parola Pokemon per intercettarne gli utenti
E voi ci giocate?